I molti benefici del caffè per il cuore!

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A spezzare una lancia in favore del caffè come alleato della salute cardiaca ci sarebbe anche uno studio del Kangbuk Samsung Hospital di Seoul, in Corea, e pubblicato sulla rivista scientifica Heart: i ricercatori, dopo aver monitorato circa 25 mila persone sane e abituali consumatrici di caffè, hanno rilevato che cinque tazzine al giorno abbassano i livelli di calcio coronarico, che è un fattore di rischio dell’aterosclerosi, mettendo al riparo le arterie dalla possibilità di sviluppare occlusioni.

«Ciò è frutto dell’attività antiossidante del caffè, che previene la comparsa delle pericolose alterazioni a livello della parete arteriosa, responsabili dello sviluppo e della progressione della malattia aterosclerotica», spiega il professor Borghi.

  • «In questo senso, possiamo dire che questa bevanda funge da “spazzina” delle arterie, che risultano cosi più pulite e libere da depositi che potrebbero impedire la circolazione».

L’azione antiossidante dei componenti del caffè, però, non solo è utile nella pulizia delle arterie ma favorisce anche la diminuzione del glucosio e di trigliceridi nel sangue, contribuendo così a prevenire lo sviluppo della sindrome metabolica, cioè la condizione clinica associata a una serie di fattori di rischio in grado di aumentare le probabilità di sviluppare malattie cardiache e diabete.

«Come dimostra uno studio pubblicato sull’European Journal of Nutrition, gli antiossidanti del caffè migliorano la sensibilità insulinica dei tessuti, aumentano l’utilizzo di glucosio da parte degli stessi e ciò disinnesca il meccanismo responsabile della sindrome metabolica», chiarisce Borghi.

Insomma, a dispetto di quanto si creda a livello popolare, il caffè non è una minaccia per la salute del cuore ma, al contrario, vanta una serie di benefici.

Attenzione, però: gli effetti positivi esercitati sull’apparato cardiovascolare potrebbero essere del tutto vani se il consumo del caffè viene associato al fumo. Questo, infatti, è una sostanza pro-ossidante, nettamente più aggressiva di quella antiossidante del caffè, ed è in grado di danneggiare cellule e tessuti dell’organismo.

 

Fonte: tratto da un bel servizio di Chiara Caretoni su Ok Salute e CO, aprile 2017 – con la consulenza di Claudio Borghi Professore di Medicina Interna all’Università di Bologna e Direttore dell’Unità operativa di medicina interna al Policlinico Sant’Orsola Malpighi del capoluogo emiliano




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